Intervista d’Artista – Daniela Alessi

In che modo ha selezionato la fotografia da esporre? Quale valore ha per lei e cosa desidera trasmettere agli spettatori attraverso questo scatto?

“Ho scelto la foto “Cicatrici” per le emozioni che suscita in me ogni volta che mi capita sotto gli occhi, sinceramente fatico a togliervi lo sguardo. È incredibile come questo manichino, che sembra per postura ed espressioni persona vera, sappia raccontare una storia che purtroppo accomuna tante donne che sono state segnate nella vita da violenze o maltrattamenti subiti. Volevo in qualche modo offrire con estrema dignità una mia testimonianza rispetto a un tema, la violenza sulle donne, quanto mai attuale che segna il nostro tempo.”

Come realizza i suoi scatti? Sono frutto dell’ispirazione del momento oppure tende a ricercare situazioni e luoghi in cui poter realizzare lo scatto perfetto?

“I miei scatti sono per lo più frutto dell’attimo, dell’occhio che viene colpito da un’immagine, da una situazione, da un contesto, ne esce un richiamo inarrestabile, più forte di me. A volte mi stupisce come spesso ne esca una fotografia ancor più ricca di significati rispetto al mio sentire al momento dello scatto, è come se fosse esistito una sorta di filo conduttore tra l’attimo colto e la mia anima. È un’emozione davvero grande.”

Quando si è avvicinata alla fotografia? Ha sempre scattato in digitale o anche in analogico? Nel corso degli anni ha seguito dei corsi per studiare nuove tecniche?

“Ho cominciato a fotografare da ragazzina, ero alle medie inferiori, con una macchina analogica che portavo con me, in primis alle gite scolastiche. Volevo immortalare su carta stampata ricordi di vita che sarebbero divenuti indelebili. Ho frequentato negli ultimi anni, diversi corsi di fotografia, e ho partecipato a numerosi workshop e viaggi fotografici, ma mi mancano tuttora conoscenze più approfondite sulle tecniche fotografiche e sulla post produzione. Sinceramente mi accontento di ritocchi minimi, non amo la post produzione spinta, ma sono consapevole che per la mia crescita fotografica e per valorizzare al meglio le mie foto dovrò assolutamente fare mie le tecniche di post produzione dei noti software a ciò dedicati.”

Qual è il suo genere fotografico preferito? Still life, street photography, reportage, naturalistica, ritrattistica…

“Mi è difficile dire quale sia ora il mio genere fotografico preferito, inizialmente erano le persone e i ritratti, poi negli anni ho allargato il campo. Ultimamente mi sono avvicinata alla fotografia di paesaggio grazie ai numerosi viaggi fotografici fatti, e l’emozione che vivo nell’immortalare le bellezze che la natura ci regala a volte si avvicina all’estasi. Poi però quello che mi colpisce di più e attira il mio occhio è il particolare, mi piace la composizione semplice, non rumorosa, con linee ben tracciate, adoro il genere minimal. Per diversi anni ho anche fatto fotografie sportive, di calcio in particolare, curando le pagine Facebook di diverse squadre.”

È solita post produrre i suoi scatti oppure preferisce lasciarli fedeli all’originale?

“In linea di massima preferisco mantenermi il più possibile vicino allo scatto originale e come dicevo prima la mia post produzione si limita a semplici ritocchi che non stravolgono l’immagine colta inizialmente. Sono però consapevole che la post produzione è uno strumento importante che un fotografo deve saper utilizzare. Sarà il mio prossimo obiettivo da raggiungere a breve.”

 

Cicatrici

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