RITA RUCCO

SENSI TRA VERSI, DI VERSI E PER VERSI!

Come nelle migliori saghe letterarie, come nella Divina Commedia, l’ars di Rita Rucco è divisa in tre sillogi poetiche progressive: Sensi tra versi, Sensi di versi, Sensi per versi. Al di là dei singoli giochi di parole che sono comunque programmatici, è bene rifarci a tre concezioni, a cui attinge e aderisce la poetessa, per introdurre l’opera. Anzitutto il Sensismo, dottrina filosofica che riporta ogni contenuto e la stessa azione del conoscere al sentire, del quale gli autori più famosi sono Giacomo Leopardi ed Ugo Foscolo. In seconda battuta la “sinestesia”: il fenomeno sensoriale-percettivo che indica una “contaminazione” dei sensi nella percezione. Dal punto di vista neurologico si realizza quando stimolazioni provenienti da una via sensoriale o cognitiva inducono a delle esperienze, automatiche e involontarie, in un secondo percorso delle due sfere. Leggo un verso e vedo un colore, oppure odo un suono o percepisco un odore. In terza battuta (tre adesioni come le sillogi), l’autrice strizza l’occhio all’ermetismo di Quasimodo e Ungaretti, nella concezione di una parola “pura”, pensata, essenziale e per questo densa e carica di significati. Un profondo rispetto per il LOGOS, che porta già dentro di sé la potenza generativa del tutto, il seme delle emozioni. Ogni parola dunque diventa “trasversale”, ogni componimento coinvolge gli organi di senso che inducono vista, udito, gusto, tatto e olfatto. Poesia pensata, elaborata e regalata al lettore. L’apparenza però non deve ingannare! L’ermeneutica deve essere concepita sui tre livelli (tanto cari a Rita): cosa dice “sensibilmente” la poesia (corpo, MOMENTUM), quale significato può avere essa oltre il primo approccio fisico (mente e anima, STORIA PERSONALE), quale significato può assumere nella storia (universale, STORIA UMANITÀ). La poesia programmatica “QUANDO” è il perfetto componimento per queste interpretazioni: “Quando/l’inganno è più dolce/quando/lo stridio di ali/sbattute/lenisce l’aria/già carica ed aspra/quando/il dopo ha i colori /del vento/ed i brusii timorosi/di calme maree/quando/eteree pagliuzze dorate/si aprono languide/a scaldare lo sguardo/di spazi inattesi/quando l’oro del giorno/disteso sui tetti /regala i chiaro- scuri/del tempo/e l’ordine regna/su ninnoli e idee/allora/la pace serena /mi sfiora” (“QUANDO”). Applichiamo dunque i tre livelli. 1) Corpo/Momentum : UDITO “Stridio d’ali battute…lenisce l’aria…vento…brusii timorosi…sui ninnoli”; VISTA “ha i colori del vento…pagliuzze dorate…lo sguardo di spazi inattesi….i chiaro-scur…”; TATTO “lenisce l’aria…già carica….eteree pagliuzze…languide a scaldare…la pace serena mi sfiora “; GUSTO “l’inganno è più dolce…l’aria aspra…”; OLFATTO ” l’aria aspra…maree…”. 2) Mente/anima/Storia personale: “quando…quando…il dopo…allora”. C’è un bisogno di aria pura, di dolcezza, di pace. La contemplazione della bellezza dona tutto ciò: il colore si sfuma, i sensi si placano, il tempo si blocca, il pensiero si riposa, PAX! 3) Storia universale/Storia dell’Umanità. L’aria è aspra. C’è il timore assurdo di desiderare la pace e la calma, come se fosse una richiesta avulsa dal contesto umano. C’è chi nota la pagliuzza nello sguardo del prossimo senza vedere la trave nel proprio occhio. Il tempo dell’umanità è fatto di momenti bui e momenti luminosi. Il mondo ha bisogno di pace. INTERPRETAZIONE OGGETTIVA E SOGGETIVA. L’elaborata, raffinata produzione della parola, intesa come un’opera d’arte essa stessa, permette anche due successivi livelli ermeneutici paralleli. L’abilità, la maestria della poetessa permette ai suoi componimenti di essere OGGETTIVAMENTE un veicolo di Sensismo e Sinestesia. Vale a dire che la poesia attiverà i sensi a qualsiasi lettore si avvicini. Questo per quella fase che abbiamo denominato corpo/MOMENTUM. Per le fasi successive, STORIA PERSONALE, STORIA DELL’UMANITÀ, l’interpretazione è SOGGETTIVA. Ciò è possibile perché la parola creata da Rita è qualcosa di vivo, di pulsante e soprattutto con una potenzialità generativa. EMOZIONE FINALE. Lo scopo finale di quest’arte non è però soltanto legato alle tre sfere indicate. Il fine ultimo è comunicare e suscitare emozioni! Così in “QUANDO,” dopo l’attivazione dei sensi, la riflessione personale e universale, il tutto si chiude nel cerchio dell’emozione finale: la Pace “La pace serena mi sfiora”. Questa analisi di “QUANDO” può essere paradigmatica per il resto dell’opera. Allora, pettinarsi i pensieri con i denti stretti del pettine è come sentirsi mordere dai nodi della vita: “Mi pettino i pensieri/perché li sento nuvole…/allora prendo il pettine/a denti stretti stretti/per sciogliere quei nodi/di vita e di pensieri” (“MI PETTINO I PENSIERI”). Così: “L Ago infilzato in tracce di vita” di “PIÙ LUNE E PIÙ SOLI” estrae “una sola goccia di rosso” come essenza di vita dal sangue umano e dal sole/luna, ma anche dai colori del tramonto e dall’emozione del dolore. Sottili ma percepibili evoluzioni sono presenti nella progressività delle sillogi. Nei SENSI TRA VERSI: la trasversalità della parola poetica. In SENSI DI VERSI: la diversità del LOGOS poetico. Infine in SENSI PER VERSI: la rarefazione della parola, che diventa quasi unica per rigo (per verso), con la provocazione del significato “crudele e perverso”, grido e urlo della poetessa. Come i versi prendono forma all’interno del foglio bianco, così i sensi prendono vita all’interno dei versi. Opere vive che si rinnovano continuamente di significato e significante nelle tre sfere interpretative: “È l’ essenza/la nudità che ritorna alla casa/rinnovando se stessa” (“NUDA”). Leggiamo, dunque, la Poesia di Rita, viva e pulsante, fatta di versi e sensi “tra” “sopra”, “sotto” e “dentro” le righe che suscitano emozioni fuori le righe!

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